il progetto

 

                                                                             

PROGETTO POLIENNALE PER LA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA' TRAMITE L’ADOZIONE DA PARTE DELLE SCUOLE DI SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA

F. Bernini - componente del Comitato Scientifico del CIDIEP

Il progetto poliennale: conservazione della biodiversità tramite l’adozione da parte delle scuole di siti di importanza comunitaria consiste in un percorso pluriennale di educazione ambientale progettato e organizzato dal CIDIEP (Centro di Documentazione, Informazione, Educazione, Ambientale e Ricerca sull’Area Padana) che ha beneficiato dei contributi previsti dal Programma di informazione ed educazione Ambientale (INFEA) della Regione Emilia Romagna.
Si tratta di un corso di formazione articolato in seminari, workshop e forum di partecipazione delle utenze scolastiche ed extra-scolastiche dedicato alla conservazione della biodiversità, che si è svolto nel 2001 e nel 2002 nelle province di Parma e Piacenza e che si auspica possa trovare continuità anche negli anni successivi.
Protagonisti del progetto sono infatti le scuole delle province di Parma e Piacenza coadiuvate dai Centri di Educazione Ambientale (che verranno di seguito citati con l’acronimo "CEA"), strutture nate per sostenere i percorsi di educazione ambientale nelle scuole stesse.
L’idea chiave del progetto è stata quella di favorire, attraverso l’adozione di porzioni di territorio, la conoscenza della Rete Natura 2000 (la rete europea di zone di conservazione per tutelare le specie a rischio e per mantenere o ripristinare gli habitat naturali).

LA PRIMA FASE

Il progetto ha preso le mosse nell’anno scolastico 2000 - 2001 con il corso intitolato "Educazione alla conoscenza delle procedure relative allo stato ecologico dei corpi idrici superficiali in funzione della conservazione della biodiversità".

A seguito di una indagine informale era emerso che ben pochi amministratori pubblici e insegnanti erano informati e documentati sull’esistenza e sul significato della Direttiva Habitat e della rete ecologica Natura 2000.
L’obiettivo era quello di fornire gli strumenti e le condizioni perché ogni scuola coinvolta nel progetto potesse "adottare il proprio sito di importanza comunitaria" seguendone l’evoluzione nel tempo.
Si sono innanzitutto presi contatti individuali con i referenti dei CEA per raccogliere le adesioni al progetto, si sono quindi svolte riunioni preparatorie con i responsabili dei centri stessi e con gli insegnanti potenzialmente interessati e si sono individuati, per ogni classe coinvolta, i Siti di Importanza Comunitaria (che verranno di seguito citati con l’acronimo "SIC") più adatti all’ "adozione" dal punto di vista territoriale e didattico.
Si è così definita la rete di riferimento.
Con la prima fase grazie al supporto di esperti esterni si sono fornite conoscenze specialistiche ai referenti dei CEA (formazione dei formatori).

Gli esperti esterni coinvolti nella prima fase hanno apportato il loro contributo specialistico affrontando in particolare:

gli aspetti legati al significato della rete ecologica europea di Natura 2000 e alla normativa di riferimento (Direttive europee e Leggi e Decreti nazionali legati direttamente alla conservazione degli habitat naturali e delle specie a rischio o indirettamente, in quanto recepiscono procedure atte a garantire coerenza tra piani di sviluppo e Direttiva Habitat).

la lettura geografica della rete ecologica europea di Natura 2000 e delle zone speciali di conservazione (tecniche di cartografia su supporto cartaceo e informatico, ecc.);

la rilevazione delle specie e degli habitat e loro gestione in chiave conservativa secondo le disposizioni comunitarie (normativa, elenchi specie a rischio, designazione siti, definizione della rete, ecc.) e la conoscenza degli habitat strategici a livello comunitario con particolare attenzione a quelli presenti nel territorio in cui ricadono i CEA e le scuole partecipanti al progetto (raccolta dati utilizzando le sorgenti informative disponibili, capacità di individuare gli elementi che possono minacciare l’integrità degli habitat, capacità di proporre, laddove il sito non ricada in aree protette istituite, ipotesi di gestione conservativa di tipo partecipato anche attraverso forum di consultazione e proposta per coinvolgere proprietari, utilizzatori ed enti locali);

l’esame degli esempi concreti di gestione conservativa realizzata in siti di importanza comunitaria esistenti nelle due province. Esperienze effettuate tramite l’istituzione di aree protette oppure attraverso iniziative già attivate con fondi comunitari quali ad esempio LIFE Natura.

Nell’ allegato 1 si riporta il calendario degli incontri con gli esperti esterni.

La seconda fase, è stata dedicata al trasferimento dai formatori dei CEA agli insegnanti degli elementi utili (conoscenze e documentazione cartacea ed informatica) per la stesura dei progetti d’educazione ambientale inerenti i SIC d’interesse.

Terza fase: con le conoscenze acquisite gli insegnanti interessati (sempre in collaborazione con i referenti CEA) hanno affrontato trasferito le conoscenze alla propria classe.

Con la quarta fase (rendicontazione attiva e forum) ogni struttura scolastica coinvolta ha messo a punto i report del lavoro svolto e ha cercato di stimolare la partecipazione attiva dell‘utenza extrascolastica tramite momenti di consultazione, mettendo così in comunicazione la scuola con la cittadinanza in un processo di retroazione in grado di influire positivamente sulle regole dello sviluppo locale (coerentemente con i principi chiave di Agenda 21).

Quindi, a supporto delle conoscenze acquisite, si è stimolata l’immaginazione e la creatività dei ragazzi invitandoli ad affrontare una realtà complessa come la gestione del territorio.
Talvolta le opzioni e le scelte di governo del territorio possono ovviamente essere tra loro in competizione, per questo è parso opportuno responsabilizzare le classi coinvolte alla logica della gestione dei conflitti (decisioni che scaturiscono dal confronto tra proposte progettuali diverse).
Questa è stata la fase più complessa e delicata del progetto in quanto ha consentito sbocchi operativi all’obiettivo di fondo del progetto "conoscere per proteggere" attraverso lo strumento dell’adozione di area da parte della classe interessata.
Si è attivata quindi una procedura inusuale che presuppone un impegno difficilmente esauribile in un solo anno scolastico (analisi critica della gestione delle aree, messa a punto di proposte, ricerca dei referenti istituzionali, individuazione di strumenti efficaci di comunicazione e di dialogo scuola - ente locale, ecc. ) per questo alla fine del primo anno si è richiesto alla Regione e al CIDIEP di dare continuità al progetto stesso, per rafforzare la preziosa rete di collaborazioni che si è costruita (CIDIEP, i 10 CEA, le 15 Scuole e le 22 classi finora coinvolte, i 12 SIC finora adottati, Enti Locali, Regione) e per utilizzare al meglio le conoscenze finora acquisite al fine di rendere efficace l’adozione dei siti da parte delle classi coinvolte.

L’allegato 2 riporta lo schema delle fasi, dei passaggi e la rete di relazioni messe in moto dal progetto.

LA SECONDA FASE

Nell’anno scolastico 2001-2002 il CIDIEP ha dato continuità al percorso didattico - educativo avviato l’anno precedente (sempre nell’ambio dei progetti regionali INFEA), con il corso dal titolo " Educazione alla conoscenza delle procedure relative allo stato ecologico dei corpi idrici superficiali (D. Lgs. 152/99 e successive modificazioni)" Il corso è stato dedicato all’approfondimento delle tematiche relative alla valutazione della qualità dei bacini idrografici e della gestione conservativa degli ecosistemi acquatici.
In particolare si è inteso fornire gli strumenti per affinare la capacità di lettura del sistema idrografico superficiale nel quale sono inseriti i siti di Natura 2000, creando così le condizioni perché ogni scuola coinvolta nel progetto possa seguire e controllare, sempre attraverso l’adozione, l’evoluzione degli ecosistemi acquatici presenti.
Come nell’anno precedente si sono concatenate le 4 successive fasi del progetto.

In particolare si sono forniti strumenti e metodiche ai C.E.A. e agli insegnanti delle due province per:

lo studio delle metodiche previste per la rilevazione dello stato ecologico dei corpi idrici superficiali (D.Lgl.152/99 e successive modificazioni).Portata idraulica, macro-descrittori chimico- fisici, mappaggio biologico di qualità, ecc.

la rilevazione degli habitat acquatici presenti nel territorio in cui ricade il CEA e le scuole di riferimento, delle specie presenti e l’acquisizione di strumenti di gestione in chiave conservativa secondo le disposizioni comunitarie (raccolta dati utilizzando le sorgenti informative disponibili; capacità di individuare gli elementi che possono minacciare l’integrità degli habitat; capacità di proporre, laddove il sito non ricada in aree protette istituite, ipotesi di gestione conservativa di tipo partecipato anche attraverso forum di consultazione e proposta per coinvolgere proprietari, utilizzatori ed enti locali)

la lettura geografica dei bacini e dei sotto - bacini idrografici (tecniche di cartografia su supporto cartaceo e informatico, ecc.)

l’esame di esempi concreti di gestione conservativa degli ecosistemi acquatici nelle due province attualmente in corso di realizzazione. Per esemplificare nell’allegato 3 si riporta l’evoluzione dello stato ecologico dei corsi d’acqua (D.Lgl.152/99) del reticolo idrografico della provincia di Piacenza.

In particolare in questo CD vengono presentate, in modo sintetico, le esperienze realizzate dalle varie scuole coinvolte nel corso nell’anno scolastico 2001-2002.

L’allegato 4 riporta il calendario degli incontri con gli esperti esterni, mentre l’allegato 5 riporta l’elenco delle scuole, delle classi e degli insegnanti che hanno partecipato al progetto e i SIC che sono stati "adottati". L'allegato 6 contiene l'elenco della documentazione fornita ai referenti dei Centri di Educazione Ambientale.

LE PROSPETTIVE

Si ritiene opportuno dare continuità al progetto anche nell’anno scolastico 2002- 2003 e la proposta che si intende formulare, dal titolo "Adotta il tuo tratto di fiume, percorso formativo per la costruzione di una rete di scuole a scala di bacino idrografico", parte dalla necessità di connettere tra loro le aree vocate da un punto di vista naturalistico delle province di Piacenza e di Parma ( SIC, parchi e riserve) tramite corridoi e reti ecologiche polivalenti.
E’ indubbio che il reticolo idrografico rappresenti la rete ecologica per eccellenza pertanto gli ecosistemi fluviali sono i corridoi di connessione ideali su cui lavorare.
Questa impostazione supera la politica di conservazione della natura basata esclusivamente sulle aree protette viste come santuari isolati, distanti e indipendenti tra di loro.
Responsabili della conservazione non possono essere soltanto gli enti di gestione delle aree protette, ma vanno coinvolti direttamente alla gestione complessiva del territorio anche i proprietari delle aree e gli enti locali. In questo processo la scuola, tramite uno specifico percorso formativo, può ricoprire un ruolo fondamentale.
Si intende quindi rafforzare ed allargare la rete di collaborazioni già esistente richiedendo la disponibilità a collaborare a:

alle associazioni ambientaliste;
alle guardie ecologiche;
agli enti locali territorialmente interessati.

Protagonisti del progetto saranno comunque ragazzi delle scuole con i loro insegnanti, coordinati dal CIDIEP e dai centri di educazione ambientale. L’ambiente di interesse sarà il sistema fluviale e la scala spaziale di riferimento il bacino idrografico.

Ogni scuola adotterà una "propria" area fluviale lavorando insieme alle altre situate in corrispondenza dello stesso reticolo idrografico per la costruzione di una rete di scuole a scala di bacino. Il percorso prevederà le seguenti fasi:

  1. individuazione dell’area fluviale da adottare;
  2. analisi e studio del sito di interesse mediante indagini e osservazioni sul campo;
  3. elaborazione di una proposta - progetto;
  4. confronto dei vari piani di azioni proposti dalle scuole che insistono sullo stesso bacino idrografico fluviale;
  5. coinvolgimento degli Enti locali mediante presentazione agli stessi delle proposte elaborate;
  6. realizzazione di azioni concrete;
  7. festa finale sul fiume.

Si è chiesto fin dal mese di giugno alle scuole fin d'ora di impegnarsi ad inserire il progetto nel Piano di Offerta Formativa per l'anno scolastico 2002-2003. Alle scuole proponiamo inoltre di iniziare il progetto a partire da settembre.