Liberato il vescovo Vacca Ramirez

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Il vescovo di Yopal, Misael Vacca Ramirez, rapito il pomeriggio del 24 luglio nei pressi di Morcote da guerriglieri dell’Esercito di Liberazione Nazionale, è stato rilasciato. Il sequestro, secondo quanto si legge in un lancio dell’Associated Press che cita le parole del segretario generale della conferenza episcopale Monsignor Fabian Marulanda, era avvenuto con l’intento di consegnare all’ostaggio un messaggio per il Governo.

Organizzazioni e autorità si mobilitano

L’operazione del Frente José David Suárez, il gruppo appartenente ai ribelli dell’ELN, è stata subito condannata dal Presidente Euribe, e dal Papa Giovanni Paolo II. Stando alle dichiarazioni dell’ostaggio, riportate dalla Associated Press dopo il rilascio, le condanne e le pressioni fatte sui rapitori ne hanno favorito il rilascio.

La chiesa locale ha subito allacciato contatti con i guerriglieri per una pacifica e rapida soluzione del sequestro. È della mattinata del 27 luglio la dichiarazione del Santo Padre che ha definito il rapimento come un atto criminale non giustificabile in alcun modo.
“È estremamente penoso e riprovevole che un Vescovo, recatosi ad annunciare il Vangelo della pace e della speranza ai fedeli affidati alle sue cure, soprattutto ai più poveri, venga impedito in maniera così inqualificabile dall’esercitare liberamente il suo ministero pastorale”. Questo è quanto si è potuto leggere nel messaggio consegnato ai giornalisti dal Reverendo Ciro Benedettini, vice direttore della sala stampa della Santa Sede, il 27 luglio

La sezione londinese di Amnesty International ha dichiarato, in un comunicato diffuso tramite il proprio sito internet, che l’uso di vite umane per il raggiungimento di obiettivi politici è del tutto inaccettabile.

Il 27 luglio il presidente Uribe, già da tempo impegnato, con la mediazione del Messico, in dialoghi e trattative per il raggiungimento della pace con i guerriglieri, ha affermato, attraverso la BBC, che il rapimento è un atto ingiustificabile.

Obiettivo mancato per i sequestratori

In seguito alle dichiarazioni di Uribe, il governo ha lanciato un’azione militare con più di mille uomini sulle montagne colombiane alla ricerca dell’ostaggio. Questo accerchiamento ha rotto i collegamenti tra i capi dell’ELN che dovevano recapitare il messaggio ed i sequestratori. L’impossibilità di far recapitare il messaggio e la dura condanna del Papa, secondo il vescovo appena liberato, hanno fatto scaturire la liberazione. Non si ha notizia di vittime durante lo svolgimento delle operazioni di ricerca.

Vacca Ramirez è libero

Vacca Ramirez sceso dall’elicottero che lo ha portato fuori dalle montagne a 120 miglia da Bogotà, ringraziando il popolo colombiano per il sostegno avuto durante il rapimento. Dice di stare bene e che in nessun momento e in nessun modo è stato trattato male o gli si è mancato di rispetto.
Il presidente Uribe ha accolto con soddisfazione la notizia della liberazione ed ha, secondo fonti della Associated Press, invitato la guerriglia a ritornare tra la società civile dicendo che il governo ha offerto loro le condizioni per il loro pacifico reintegro.

La chiesa cattolica da anni è impegnata negli sforzi per il raggiungimento della pace. Questo impegno espone a grossi rischi gli uomini del clero che negli ultimi vent’anni, secondo quanto emerge dai dati diffusi dalla Associated Press, hanno pagato un tributo di più di cinquanta vittime.

Mimmo Chirico